
Per molti pensionati marzo segna ogni anno un passaggio poco gradito: l’importo netto dell’assegno risulta più basso rispetto ai primi due mesi dell’anno. Non si tratta di errori di calcolo né di riduzioni straordinarie, ma dell’avvio delle trattenute legate alle addizionali locali. Un meccanismo fiscale ricorrente che incide direttamente sul cedolino e che torna puntuale con l’arrivo della primavera.
L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica infatti non solo l’Irpef nazionale ma anche le addizionali comunali e regionali. Gennaio e febbraio risultano generalmente più “leggeri” perché privi di queste trattenute, che iniziano a essere ripartite da marzo e proseguono fino a novembre. Il calendario segue quanto previsto dalla normativa vigente e comporta una rateizzazione su nove mensilità. Le addizionali locali si calcolano sul reddito imponibile e variano in base alla residenza.
L’aliquota comunale è stabilita dal singolo Comune, mentre quella regionale dipende dalla Regione di appartenenza. Il sistema prevede un doppio binario: da un lato il saldo relativo all’anno precedente, dall’altro un acconto per l’anno in corso. È proprio questa combinazione a rendere più consistente il prelievo nei mesi primaverili e autunnali.

L’importo trattenuto cambia da persona a persona. Incidono il livello di reddito, eventuali variazioni nelle detrazioni e le aliquote deliberate dagli enti locali. Anche un trasferimento di residenza può fare la differenza, poiché l’aliquota applicata è quella del Comune in cui si risultava residenti al primo gennaio dell’anno di riferimento. Per questo motivo due pensionati con assegni simili possono trovarsi con trattenute differenti.
Per verificare nel dettaglio le voci applicate è fondamentale consultare il cedolino disponibile nell’area personale del sito dell’INPS, accessibile tramite credenziali digitali. Il prospetto di marzo mostra per la prima volta l’ammontare delle rate che accompagneranno l’assegno fino a novembre. Un passaggio che, pur essendo parte di un meccanismo consolidato, continua a sorprendere molti contribuenti ogni anno.