Pensioni, la brutta decisone per gli italiani: ecco da quando (2 / 2)

 

L’ età pensionabile è una questione rovente, dovendo fare i conti con  e stime ufficiali sull’aspettativa di vita degli italiani, elaborate dall’Istat, che sono cresciute. Questo dovrebbe comportare un aumento dell’età pensionabile di tre mesi.

Sulla base di questi dati, per ottenere la pensione di vecchiaia servirebbero   67 anni e 3 mesi di età ,  mentre per la pensione anticipata 43 anni e 1 mese di contributi  (42 anni e 1 mese per le lavoratrici), sebbene l’ultima parola spetti al governo Meloni.

L’aumento dell’età pensionabile è un atto politico: tocca al ministero dell’Economia deciderlo, con un apposito decreto e per farlo serve un anno di anticipo. Il governo Meloni dovrebbe muoversi con un decreto entro la fine del 2025.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha cercato di sedare gli animi in tumulto, dicendo che il  governo Meloni non ha intenzione di farlo, e aggiungendo: “Bloccheremo l’aumento nel 2027, lo sterilizzeremo. Confermo quanto detto da me e dal ministro Giorgetti nei mesi scorsi”. Questo sarebbe al passo con le richieste della Cgil, che si è sempre battuta contro ogni aumento dell’età pensionistica. Solo quando avremo un decreto del ministro dell’Economia che conferma che l’età pensionabile non cambierà, potremmo finalmente star tranquilli per davvero.

Certo, aumentare l’età in cui gli italiani potrebbero andare in pensione, va assolutamente contro il popolo e capiamo bene quanto la questione, oggi più che mai, sia rovente. La capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera Valentina Barzotti, dopo aver appreso la notizia, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che tale decreto arrivi nel più breve tempo possibile. Basta prese in giro da chi prometteva di cancellare la legge Fornero e ora latita”