Papa Francesco, la tremenda notizia da Stefano Nardini (2 / 2)

Papa Francesco continua a essere monitorato attentamente dai medici dopo aver affrontato due episodi di insufficienza respiratoria acuta. La situazione del Pontefice rimane delicata e sotto stretto controllo, come confermato dall’ultimo bollettino medico della Sala Stampa vaticana. A complicare il quadro è l’accumulo di muco endobronchiale, che ha richiesto l’intervento con due broncoscopie per rimuovere le secrezioni e facilitare la respirazione.

Sulla condizione del Santo Padre si è espresso Stefano Nardini, ex presidente della Società Italiana di Pneumologia, il quale ha spiegato che un prolungato stato di crisi acuta può indebolire ulteriormente l’organismo. «Si cammina su un crinale», ha dichiarato l’esperto, evidenziando i rischi legati all’immobilità e alla ventilazione assistita, che possono ridurre la forza dei muscoli respiratori e rendere più difficile l’espulsione del muco.

Per questo motivo si è reso necessario il ricorso alla broncoscopia, che consente di aspirare le secrezioni in eccesso e migliorare la capacità respiratoria. Nel pomeriggio di ieri, il Pontefice è stato sottoposto nuovamente a ventilazione meccanica non invasiva, con una maschera che copre sia il naso che la bocca.

Questa procedura aiuta a supportare il respiro senza ricorrere all’intubazione, riducendo lo sforzo polmonare. Nonostante la criticità del quadro clinico, dal Vaticano fanno sapere che Papa Francesco è rimasto sempre vigile e collaborativo durante le fasi più acute della crisi. Le condizioni del Papa destano preoccupazione, anche perché episodi di questo tipo possono ripetersi in pazienti fragili.

Tuttavia, la risposta ai trattamenti sarà determinante per comprendere l’evoluzione della sua salute nei prossimi giorni. Al momento, la prognosi rimane riservata, mentre i fedeli di tutto il mondo continuano a pregare per lui.