“Papà andiamo a giocare”. Poi l’assurda morte del piccolo Virgilio (2 / 2)

Virgilio, che vedete sorridente nella foto d’apertura dell’articolo, era un bambino di soli 5 anni. Parliamo di lui al passato in quanto non fa più parte della dimensione terrena e le modalità con cui è avvenuto il suo trapasso sono a dir poco sconvolgenti.

E’ per questo che in tanti si sono associati al dolore dei familiari, in preda alla rabbia. Il piccolo aveva espresso il desiderio di andare a giocare assieme al suo papà ma quella giornata che doveva essere di spensieratezza, allegria, serenità, si è trasformata in un incubo senza via d’uscita.

Virgilio, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, si trovava sul marciapiede insieme al padre e si accingevano ad entrare in un parco giochi per passare qualche ora di svago. Non potevano certo prevedere che un  52enne al volante, ubriaco, avrebbe travolto il bimbo, uccidendolo. Un impatto tremendo che non ha lasciato scampo al  piccolo, decapitato dalla vettura in folle corsa che gli è piombata addosso, decapitandolo.

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I fatti sono accaduti negli Usa,  ma la famiglia  di Virgilio era originaria di Roma.  Tutto si è verificato in pochi secondi, sotto gli occhi di diversi testimoni oculari che sono rimasti paralizzati, non riuscendo a credere a quello cui avevano, loro malgrado, assistito. Una scena dell’orrore che sembrerebbe il frutto di un regista  drammatico, se non avessimo  la certezza che la crudeltà umana non conosce limiti.

In questi casi la legge farà giustizia,  in quanto il reato di stradale non resta impunito ma, immedesimiamoci nel dolore dei genitori. Potranno mai essere consolati? Rimasti orfani del loro splendido bambino in questo barbaro modo, come potranno andare avanti?  Questo forse, in molti non se lo chiedono ma chi è dotato di un briciolo di sensibilità e riesce a immedesimarsi nella altrui,  capisce che è impossibile.