Secondo lo psiachiatra Paolo Crepet questi gravissimi episodi continuano ad accadere perchè al giorno d’oggi i maschi non accettano l’emancipazione femminile.
“Come nel caso tragico di Giulia Cecchettin, anche qui abbiamo due ragazze che inseguivano un sogno: la laurea, un lavoro soddisfacente, l’esperienza dello studio fuori sede. Io lo chiamo coraggio, ma dobbiamo chiederci: quanto la nostra società invita al coraggio e quanto, invece, predilige la mediocrità?” – questo si chiede Paolo Crepet.
“Un giovane uomo che non ha un sogno forte, che galleggia nella sua inconcludenza, che non ha spesso lo stesso coraggio delle donne non è invisibile” – ha affermato poi Crepet. Proprio per questo secondo l’esperto alcuni uomini decidono di togliere la vita a donne a cui dicono di volere bene.
“Quasi venticinque anni fa l’Italia venne sconvolta dalla vicenda di Novi Ligure: anche in quel caso i protagonisti sembravano ragazzi normali. Lo scrissi allora e lo ripeto oggi: non siamo capaci di ascoltarli” – ha affermato Crepet nel corso di una intervista al Corriere della Sera.
Insomma ad oggi i femmincidi sembrano proprio scaturire da questa mancanza di attenzioni che si dà ai ragazzi: chi si trova in una situazione di debolezza può infierire sulle altre persone avendo con sè un senso di frustrazione tale da poter far del male a chi invece cerca di realizzarsi. “È un problema culturale, che ci accomuna e che ci deve unire in una risposta collettiva. Altro che riferimenti all’etnia” – ha concluso Crepet. Vicende che davvero nessuno vorrebbe mai apprendere ma che purtroppo macchiano sempre più spesso intere comunità.