La conduttrice Paola Perego ha una neoplasia al rene, come lei stessa ha dichiarato sui suoi social network, per cui si è sottoposta urgentemente a un’operazione di nefrectomia parziale. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web ed è stata proprio Paola, avvalendosi del suo profilo di Instagram, a voler tranquillizzare tutti i suoi numerosissimi fan. Prima di vedere cosa ha dichiarato, è bene precisare che, sulla base degli ultimi dati, annualmente, in Italia, vengono colpite da neoplasia renale 12.700 persone, e la metà dei casi viene scoperta casualmente, quando ci si sottopone ad esami per altre problematiche di salute. Parliamo della stessa patologia, per intenderci, che ha colpito Michela Murgia, sebbene, nel caso della scrittrice, fosse già in stadio avanzato.
Nel post su Instagram, Paola ha scritto: “Ringrazio il prof. Gallucci e la sua équipe che oggi mi ha sottoposto a nefrectomia parziale per una neoplasia”, facendo un’importante raccomandazione a tutti: “È importante fare sempre molto prevenzione, può salvare la vita”.
Le parole sono state poste a corredo di uno scatto nella camera dell’ospedale. In tantissimi i colleghi del mondo dello spettacolo che hanno espresso, via social, la loro vicinanza alla Perego, iniziando dalla sua collega Simona Ventura, passando per Mara Venier, Barbara D’Urso Carolin Smith, Alberto Matano, Adriana Volpe, Antonella Clerici, Ezio Greggio.
Sul sito web della Rai si può leggere che l’operazione alla quale si la conduttrice si è sottoposta, ovvero la nefrectomia parziale, è piuttosto delicata e riguarda l’asportazione di cellule tumorali del rene e la conservazione della parte sana. Per neoplasia si intende un accrescimento anomalo e “nuovo” di cellule in un organo o tessuto del corpo, che può essere di minime dimensioni e circoscritto, oppure l’inizio di una formazione tumorale vera e propria, benigna o maligna.
Ma quali sono i segnali da non ignorare? E’ stato il professor Claudio Cerchione, su TopDoctors, a descriverli, precisando che variano “in base alla gravità della patologia e dalle cellule interessate“. Tra i più comuni, troviamo: “noduli sottocutanei palpabili, sanguinamenti anomali, tosse, ulcerazioni, problemi digestivi, difficoltà di minzione o di deglutizione, perdita di peso, stanchezza ingiustificata e febbre”. La diagnosi di neoplasia avviene tramite TAC, radiografie, ecografie, risonanza magnetica e biopsia., mentre i trattamenti più diffusi per fronteggiare una neoplasia sono chemioterapia, radioterapia, terapia ormonale e chirurgia. Tra i fattori di rischio, il fumo di sigaretta, che raddoppia il rischio di ammalarsi, seguito da sovrappeso e obesità.