Arrigo Vecchioni, 36 anni, era il terzo dei quattro figli di Vecchioni, il secondo avuto dalla seconda moglie, la scrittrice e giornalista Daria Colombo, sposata nel 1981. Dallo stesso matrimonio sono nati Carolina ed Edoardo, mentre dal primo matrimonio, quello con Irene Bozzi, è nata la primogenita Francesca. Arrigo, secondo quanto riportato da Il Giorno, era appassionato di scrittura, difatti ha scritto la raccolta di componimenti poetici in rima baciata “Il paradiso dei Geni”, ripercorrendo le vicende di personaggi passati alla storia per la loro genialità. È autore dell’opera teatrale “Il paese di Notte dì”, commedia dell’assurdo in 3 atti ambientata tra sogno e realtà.
Sin da quando Roberto Vecchioni ha annunciato la morte del figlio Arrigo, sui social si sono iniziate a diffondere tante fake news sull’argomento, dal momento che molti ritengono che Arrigo sia deceduto perché malato. Ma dove sta la verità? Al momento non siamo in grado di dire quale sia stata la causa della morte del 36enne, figlio d’arte.
Molti hanno confuso la malattia di Arrigo con quella del fratello Edoardo Vecchioni, l’altro figlio dell’artista che, come noto, ha la sclerosi multipla. Nato nel 1992 a Desenzano del Garda (Brescia), il quartogenito del cantautore, che di professione fa il giornalista e che, in passato, ha scritto per l’Unità, nel 2021 ha pubblicato il libro “Sclero – Il gioco degli imperatori” (Sperling e Kupfler), in cui parla proprio del sul suo rapporto con la malattia.
Le bufale riguardanti le cause o la causa della morte di Arrigo Vecchioni sono davvero tante come confermato dal sito bufale.net., il cui fine è quello di smascherarle. Ad oggi non sappiamo cosa abbia comportato la morte di Arrigo, né sappiamo, con certezza, che era malato. Inutile speculare su una tragedia immane che ha colpito il cantautore solo poche ore fa. Al massimo, sarà lui stesso, se vorrà, a parlarne, comunicando l’effettiva e reale causa del trapasso.
Purtroppo pare proprio che alla crudeltà umana non ci sia un limite, così come alla speculazione intessuta sulla sofferenza della morte. Noi non possiamo che essere vicini alla famiglia Vecchioni, in queste ore così buie e strazianti, cogliendo l’occasione per porgere loro le nostre più sentite condoglianze.