Omicron, ecco perché resiste al caldo: la spiegazione degli esperti (1 di 2)

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“Niente inverno, niente Omicron”. Questo recita una freddura, quasi un meme, divenuto virale sul web dato che il nuovo divertimento dei giovani, anche per sdrammatizzare sulla situazione, consiste nell’inventare frasi sulle varianti, che si succedono continuamente.

Questa freddura, però, dovrebbe essere rivisita, dato che, purtroppo, il caldo, le temperature roventi, l’impennata della colonnina di mercurio, non escludono la variante Omicron. Pare proprio che per la Omicron 5 il caldo non sia affatto un deterrente sufficiente.

E lo sta dimostrando ampiamente, con moltissimi italiani in isolamento che devono fare i conti, oltre che con le temperature roventi, anche con i sintomi della variante in questione.

Tra i più lamentati: febbre anche alta per 2-3 giorni, raffreddore, naso che cola, pizzicore o bruciore alla gola, dolori osteo-articolari, dolori lombari, mal di gambe nei bambini piccoli, senso di spossatezza.

Ovviamente va prestata la massima attenzione ai soggetti a rischio: anziani, persone fragili con patologie concomitanti, persone con scarse difese immunitarie.