Omicidio Willy Monteiro, è successo subito dopo la sentenza (1 di 2)

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Willy Monteiro Duarte aveva 21 anni quando è stato massacrato di pugni e calci ed è morto, a Colleferro, da un gruppo di 4 ragazzi. Willy avrà sempre 21 anni, nessuno gli ridarà la vita, nessuno potrà colmare il vuoto della sua assenza, il lacerante dolore della madre, della sorella e di tutti coloro che se lo sono visti strappare.

Un ragazzo minuto, educato, sempre disposto ad aiutare il prossimo; un ragazzo d’oro, di cui tutti si fidavano, con la passione per il calcio. Tifoso della Roma, di cui un giorno sognava di indossare la maglia, era una giovane promessa della squadra di Paliano.

Nonostante la sua giovane età, Willy aveva la testa sulle spalle, al punto da accantonare la sua passione per lavorare come cuoco in un albergo di Artena, dopo un’estate trascorsa nelle cucine di un villaggio vacanze calabrese.

Willy conosceva il sacrificio e non esitava a rimboccarsi le maniche.Ora che la sentenza tanto attesa è arrivata, ora che, dal punto di vista giudiziario, le sorti degli imputati sono state definite (gli dovevamo giustizia), chissà cosa starà pensando da lassù Willy.

Di certo, abbiamo potuto, invece, cogliere le reazioni dei presenti, subito dopo la pronuncia della sentenza; reazioni contrapposte, tra la gioia di chi ha amato questo ragazzo innocente, barbaramente ucciso, a colpi di calci e pugni, e la rabbia di chi è stato condannato per avergli tolto la vita.