Omicidio Diana Pifferi, la notizia è di poco fa: ecco come l’hanno ritrovata (1 di 2)

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Ha sconvolto tutta l’Italia la storia della piccola Diana Pifferi, la bimba di soli 18 mesi ritrovata cadavere in un appartamento di via Parea, a Milano. Uno dei più efferati casi di cronaca nera di quest’estate; un caso gravissimo di abbandono e degrado.

La bimba è stata lasciata morire di stenti dalla madre, la 37enne Alessia Pifferi, che l’ha lasciata da sola in un lettino da campeggio, con accanto solo un biberon di latte, per 6 lunghi giorni… giorni in cui Diana si è lentamente spenta.

Privata del cibo e dell’acqua, ha tentato disperatamente di rimanere aggrappata alla vita, addentando un cuscino, dato che filamenti dello stesso sono stati rinvenuti nel suo stomaco, all’effettuazione dell‘esame autoptico. Poi il caldo, l’assenza d’aria, hanno fatto il resto.

Mentre Alessia, ribattezzata “la madre assassina” era a Leffe, dal suo compagno 58enne, consapevole del fatto che, al suo rientro, non avrebbe potuto più trovare viva la figlioletta, considerandola un intralcio alla sua relazione, Diana ha chiuso i suoi occhietti per sempre.

Una storia dell’orrore, una di quelle che si fa fatica anche solo ad immaginare. Chi mai avrebbe il coraggio di sbarazzarsi in questo modo di una bimba innocente che lei stessa ha concepito e messo al mondo?