Omicidio del piccolo Samuele, Annamaria Franzoni l’ha fatto di nuovo. Ecco cos’hanno scoperto (2 di 2)

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Tante le piste vagliate, dal delitto satanico ad un pedofilo, sino ad un mostro che si aggirava tra le montagne ma le attenzioni si sono sin da subito concentrate sulla Franzoni, condannata dalla Corte di Cassazione in via definitiva, nel 2008, a 16 anni di carcere. Oggi la 51enne è una donna libera, dopo aver scontato 6 anni in carcere, 5 agli arresti domiciliari e dopo aver goduto di 3 anni di indulto.

Le ultime notizie sulla 51enne risalivano al Capodanno, quando era ritornata nella villetta, tenendosi lontana dal paese, tra il camino acceso, la casa, il giardino in cui prendere il sole e qualche botto sparato per brindare al 2022. Ma ecco che i riflettori si riaccendono su di lei. In un’esclusiva di Giallo, in edicola giovedì 8 settembre, i lettori potranno guardare le immagini delle immagini inedite che immortalano Annamaria Franzoni sull’uscio della villetta in cui Samuele venne ucciso. Un ritorno, dunque, nel posto in cui Samuele venne ucciso.

Questo quanto riportato nell’anticipazione di “Giallo”: “La donna, condannata per l’omicidio del figlioletto Samuele, avvenuto proprio lì, tra quelle mura, il 30 gennaio del 2002, sembra sorridente e tranquilla. Come se non ricordasse più quel terribile giorno. La casa è perfetta: ci sono i fiori alle finestre e il giardino è ben curato”

Ricordiamo che la donna, difesa prima dall’avvocato Taormina e poi dall’avvocato Paola Savio, si è sempre proclamata innocente e ha finito di scontare la sua pena nel 2019. In tanti continuano a chiedersi come possa tornare serenamente in quel luogo dove Samuele è stato massacrato con un oggetto mai ritrovato, che venne definita la “casa dell’orrore”?

Sulla rivista de Il Cairo Editore si legge che la motivazione può risiedere in “un processo di rimozione del fatto ancora in atto, come lo fu subito dopo il delitto, quando al medico del 118 disse:’ A mio figlio è scoppiata la testa‘ “. Oggi la Franzoni, che ha sempre rivendicato i diritto all’oblio per sé e per la sua famiglia, vive nel Bolognese, assieme al marito Stefano e ai suoi due figli, Davide e Gioele. Quest’ultimo è nato 1 anno dopo la morte di Samuele. I due coniugi gestiscono un agriturismo a Monteacuto Vallese. 

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