“Non ti devi spaventare, è normale tra maschio e femmina”, lo zio “orco” violenta la nipote (1 di 2)

Ascolta questo articolo

Non c’è da stupirsi se gli orchi, gli aguzzini, i carnefici si trovano all’interno delle stesse mura domestiche delle loro vittime o nell’ambito dei parenti più stretti.

Purtroppo la piaga delle violenze sessuali ai danni dei minori è radicata, nonostante si cerchi, in tutti i modi, di scongiurare che nuovi episodi possano accadere.

La cronaca è piena di casi che suscitano orrore, sgomento, sconcerto, indignazione, rabbia nella collettività. Ci si sente inermi dinnanzi ad un fenomeno in cui, chi subisce, avverte il senso di solitudine che ruota attorno alla sua storia.

Molto spesso le vittime, dopo gli abusi, non denunciano per paura di ritorsioni e le loro condizioni psicologiche peggiorano drasticamente, sino a tragici epiloghi.

La storia che sto per raccontarvi è l’ennesima di un lungo elenco di abusi e violenze sessuali ai danni dei minori ed è avvenuta in Italia. Vediamo in dettaglio cosa è successo.