Non solo appelli, non solo manifestazioni, fiaccolate ma ricerche, ricerche che non si fermano, pur di trovare qualche traccia del passaggio di Kata. Due le maxi ispezioni effettuate, ieri e avanti ieri, nell’ex hotel Astor, sgomberato dagli oltre 130 occupanti.
I reparti scientifici del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale), del Sis (Sezioni Investigazioni Scientifiche) e del Gis (Gruppo Intervento Speciale ) hanno perlustrato lo stabile in lungo e in largo, con l’ausilio di attrezzature di ultima generazione, passando in rassegna anche gli spazi più angusti e quelli in cui normalmente, non transitavano gli occupanti.
I sotterranei, le intercapedini, il tetto, persino le fosse biologiche e i cassonetti, oltre alle stanze, naturalmente, sono state analizzate accuratamente ma nulla di nulla è stato ritrovato che facesse ipotizzare ad un passaggio della bimba. Ma è appena arrivata un’altra importante notizia: oggi pomeriggio , 20 giugno, i genitori di Kata torneranno all’ex hotel Astor, cui ieri erano stati apposti i sigilli, serrate le finestre e nominato un vigilantes per controllare lo stabile durante la notte, evitando che qualcuno possa violare il sequestro della struttura, intrufolandosi al suo interno.
Il padre e la madre di Kata, insieme ai loro legali e all’ex comandante del Ris Luciano Garofano, nominato consulente della famiglia della bimba, entreranno nell’ex hotel Astor, dove fino a prima dello sgombero hanno vissuto, per effettuare un proprio sopralluogo. I legali della famiglia avevano presentato l’istanza formale per visitare l’edificio alla Procura di Firenze, spiegando che, in caso di autorizzazione, il sopralluogo sarebbe stato organizzato una volta conclusi gli accertamenti della polizia giudiziaria supportata dai vari reparti specializzati
L‘ex generale Garofalo, che ha ricevuto l’incarico di consulente della famiglia Alvarez, ha dichiarato: “Quello di cui abbiamo evidenza finora è che Kata è scomparsa da un posto che come abbiamo visto dalle immagini era un porto di mare e il fatto che anche la ricerca effettuata nei posti più reconditi di quello stabile non abbia dato esito ci fa considerare che è stata portata via. Ma non mi posso avventurare in ipotesi prima di aver un quadro completo, vanno comprese a fondo anche le relazioni intercorse tra la famiglia della bambina, chi viveva in quei luoghi e anche soggetti esterni. Il trascorrere del tempo statisticamente è un elemento non va a favore dell’esito sperato ma il compito dell’investigatore è di non trascurare nulla, di fare tutto quello che è nelle possibilità e per questo sono qui a mettermi a disposizione”.