Il nome suona curioso, naso artificiale, ma di sicuro è un orgoglio made in Italy. Parliamo di uno strumento che aiuta la diagnosi della neoplasia al colon, permettendo di snellire le liste d’attesa per un esame di certo non leggero, la colonscopia. Il naso artificiale ha un nome proprio, Scent AI, ed è stato sviluppato nel dipartimento di Fisica dell’Università di Ferrara, allo scopo di migliorare l’individuazione di positivi e falsi positivi. Ormai è pronto per essere distribuito nelle strutture sanitarie e nelle farmacie e a parlarne è una delle ricercatrici che si sta occupando di lui, Giulia Zonta.
La studiosa, che fa parte di un team, ha raccontato da dove tutto è partito, ossia dal 2013, quando ha redatto la sua tesi di laurea sui marcatori tumorali. Da quel momento in poi, grazie ad un lavoro di squadra, si è arrivati a Scent AI. Il processo di screening della neoplasia al colon-retto, detto Fit, viene fatto ogni due anni, in persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni e richiede un esame delle feci. Se presentano tracce ematiche, viene richiesta una colonscopia. Questa è la prassi ma proprio in questo, Scent Ai differisce.
C’ è un problema non da poco: il 60% dei casi non è di origine neoplastica ma è legato, per esempio a ragadi o emorroidi, per cui la colonscopia, un esame molto invasivo, non serve e, oltretutto, per effettuarla, occorre mettersi in lunghe liste d’attesa. Ecco che lo strumento inventato a Ferrara scende in capo, in modo da rilevare con un alto grado di affidabilità la presenza di neoplasie al colon, sin dallo stadio iniziale dell’adenoma, nei pazienti risultati positivi al Fit.
Ha una sensibilità e specificità «superiori all’80%. Scent AI, analizzando l’«odore» delle feci, riesce subito a individuare i positivi dai falsi positivi, essendo dotato di sensori termo-resistivi. Quando il gas si deposita sulla superficie del sensore e ne varia la resistenza, induce un segnale elettrico, che, elaborato da un algoritmo, dà l’esito finale.
Scent AI è stato perfezionato attraverso un «protocollo di screening triennale, istituito insieme all’ospedale di Ferrara e all’Asl, nel quale i pazienti a cui era stato dato un risultato positivo dal Fit (e che erano in attesa della colonscopia) ci hanno permesso di analizzare il gas dei loro campioni, tarare lo strumento e, infine, validare gli esiti con quelli della colonscopia stessa»., ha aggiunto la ricercatrice. Il naso artificiale è stato validato in Italia, Germania e Regno Unito ed è già vendibile ma, quello che manca, è «riuscire a entrare nel sistema sanitario»….obiettivo cui il team di ricerca punta.