Neoplasia ai polmoni, boom di casi tra i non fumatori: ecco il motivo (2 / 2)

Secondo il dottor Freddie Bray, responsabile della Cancer Surveillance Branch dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC), la neoplasia ai polmoni rappresenta oggi la quinta causa di decesso per neoplasia a livello globale tra coloro che non hanno mai fumato sigarette.

Nei non fumatori, la forma più comune è l’adenocarcinoma, che si manifesta quasi esclusivamente in questa popolazione. Lo studio, pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, ha anche evidenziato che circa il 15% di tutti i casi di adenocarcinoma nel 2022 sono stati attribuiti all’inquinamento atmosferico.

Nonostante la prevalenza del fumo stia diminuendo in molti paesi, i tassi di neoplasia tra i non fumatori sono in aumento.  A cosa può essere dovuto? I ricercatori hanno suggerito che l’inquinamento atmosferico starebbe aumentando il rischio di neoplasia ai polmoni, in particolare tra i giovani e le donne.

L’inquinamento atmosferico, quindi, sembra essere un fattore determinante nell’emergere dell’adenocarcinoma, che rappresenta una percentuale crescente dei casi di neoplasia ai polmoni nei non fumatori. Nel 2022, sono stati diagnosticati circa 1,6 milioni di nuovi casi di cancro ai polmoni, di cui 720.000 erano adenocarcinomi tra gli uomini e 542.000 tra le donne. Di questi, una parte significativa, 120.000 uomini e 80.000 donne, è stata attribuita all’inquinamento atmosferico, con rischi crescenti tra le generazioni più giovani, specialmente nelle donne.

L’inquinamento atmosferico, attraverso la sua relazione con l’infiammazione polmonare, è stato correlato a un aumento dei casi di neoplasia al polmone, indipendentemente dal fumo di sigaretta. Il fenomeno è particolarmente evidente in Asia orientale, con tassi elevati in Cina, suggerendo che misure preventive come il miglioramento della qualità dell’aria e l’accesso all’energia pulita dovrebbero essere prioritarie in queste regioni.