
A rendere il confronto bellico possibile su così vasta scala è il ruolo cruciale giocato da potenze esterne, a partire dalla Cina. Il Segretario Generale Rutte è esplicito: senza il sostegno di Pechino, la Russia non potrebbe sostenere la situazione in Ucraina.
Nel dettaglio, circa l’80% dei componenti elettronici critici trovati all’interno dei droni e dei sistemi militari russi provengono da fabbriche cinesi. Ciò significa che, quando i civili muoiono a Kyiv o Kharkiv, la tecnologia asiatica è spesso dentro gli oggrtti che li hanno colpiti. A questa filiera asiatica si aggiunge la dipendenza da altre realtà: la Russia ricorre a Corea del Nord e Iran per ricevere equipaggiamenti militari e arnesi essenziali per mantenere il confronto attivo.
Di fronte a questo scenario globale, l’Alleanza ribadisce in modo perentorio l’impegno verso l’Articolo 5 della NATO. Un atto a un alleato è considerato in ogni caso un affronto a tutti, un messaggio potentissimo per scoraggiare qualsiasi persona.

Per dimostrare in fatti tale risolutezza, sono state prese decisioni cruciali all’Aia, incentrate sull’aumento massiccio della produzione militare. Già oggi si registra un incremento di sei volte nella produzione europea di materiale bellico da 155 mm rispetto a due anni fa.
Un esempio lampante è la Germania, che sta radicalmente trasformando il suo approccio alla difesa: entro il 2029 prevede di stanziare circa 152 miliardi, raggiungendo l’obiettivo del 3.5% del suo PIL da destinare al settore. Dobbiamo agire subito, ha concluso Rutte, per difendere il nostro stile di vita, la libertà e la prosperità. Qualcosa di davvero assurdo e davvero incredibile.