"Natale di lutto", Papa Francesco: il triste annuncio poco fa (2 / 2)

Papa Francesco, durante un’udienza con i partecipanti al Presepe Vivente nella Basilica di Santa Maria Maggiore, ha messo in evidenza l’importanza della tradizione del Presepe Vivente a Greccio, il primo presepe vivente ideato proprio da San Francesco otto secoli fa. Dobbiamo dunque andare di molto indietro nel tempo, per risalire alle sue origini.

San Francesco d’Assisi voleva commuovere i suoi fedeli, in modo che potessero cogliere, per davvero, il mistero di Dio nato da Maria, raffigurando la nascita di Gesù in una stalla, col piccolo Signore collocato nella mangiatoia.

In modo da rendere la nascita di Gesù concreta, ossia il più realistica possibile, pensò a delle persone che potessero interpretare Gesù, Maria, Giuseppe, i Magi, in modo da porre l’accento sulla realtà dell’Incarnazione, ragion per cui il nostro Pontefice ha rimarcato l’importanza dello scopo del Presepe vivente:  risvegliare lo stupore di fronte al mistero divino dell’Incarnazione. Poco dopo, però, si è lasciato andare ad una riflessione davvero profonda.

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Essa riguarda tutti coloro che risiedono nel luogo in cui Gesù è nato, ossia Betlemme, in cui da ormai decenni ci sono conflitti. Il pensiero del Papa è rivolto proprio a quel popolo, invitando i fedeli a riflettere su come quanto si sta consumando in quella terra, privi il popolo di Betlemme di trascorrere un Natale sereno, tra celebrazioni religiose e pellegrini che, per ovvie ragioni, non potrebbero giungere, a rischio di perdere la vita.

Il Pontefice ha rimarcato quanto prezioso sia vivere l’atmosfera, il valore e l’importanza della tradizione del Presepe Vivente con nel cuore e nella mente la gente che soffre. Il Papa si è lasciando andare ad una riflessione, dicendosi preoccupato per il Natale di lutto che attende i residenti di Betlemme, invitando chi partecipa al presepe vivente a non lasciarli soli, esprimendo loro solidarietà con la preghiera, un aiuto concreto, la prese di coscienza sul fatto che  quanto accade a Betlemme coinvolge tutti noi, ci tocca nel profondo, rappresenta una sconfitta e una ferita per tutti. Alla fine, ha augurato ai partecipanti di vivere la giornata con fede e gioia, affinché possa essere una testimonianza viva del Vangelo, benedicendoli e esortandoli a pregare per lui.