Sono tanti i piccoli angeli, strappati alla dimensione terrena da un destino crudele, chi per un incidente, chi per un patologia irreversibile, chi per la furia di aguzzini. C’è una storia, proveniente dal Portogallo, che è stata ripresa da numerosi siti d’informazione mondiali proprio per la sua efferatezza. Non a caso, le polemiche non si placano sui social, con commenti a dir poco aberranti in cui non si riesce a trattenere la rabbia.
Si chiamava Thomas uno stupendo bimbo che è deceduto a soli 18 mesi a causa di un brutto male, una neoplasia al cervello, scoperta quando di mesi ne aveva solo sei, peraltro dopo aver scambiato la patologia per un’altra decisamente curabile. Thomas è uno dei tanti bambini che ha perso la sua battaglia, nonostante l’abbia combattuta con tutte le sue forze.
Enorme lo strazio dei familiari che si sono radunati in chiesa per l’ultimo saluto al piccolo. E’ a quel punto che è accaduto l’impensabile, facendoci riflettere su quanto Thomas sia deceduto per ben due volte: la prima a causa della neoplasia, la seconda, a seguito delle parole pronunciate dalla madre che hanno raggelato gli utenti.
Con il bambino la vita è stata spietata sino infondo, essendo un martire in terra e in cielo. I medici hanno tentato di salvarlo, operandolo per ben 3 volte, oltre a sottoporlo a una serie di forti cicli di radio e chemioterapia ma, purtroppo, l’epilogo non è stato quello sperato.
Al momento dei funerali, però, la madre avrebbe pronunciato, parlando con diversi presenti alle esequie, queste parole “forse meglio così, non lo volevo, non lo sentivo mio, è nato da una notte di sesso in discoteca con uno sconosciuto”. Come può una madre dire questo? La donna è finita in manette, poiché, all’interno di un diario rinvenuto nella sua abitazione, su una pagina, ha messo per iscritto di aver “velocizzato” il trapasso del figlio, somministrandogli delle benzodiazepine, considerandolo d’intralcio alla sua vita.