
La risposta è arrivata attraverso le parole dirette della donna, che ha confessato un’amara verità: quel figlio era nato per sbaglio. Secondo quanto riportato, la madre ha ammesso candidamente di non aver mai sentito suo il bambino, un distacco emotivo che è apparso evidente anche durante i momenti più critici della m*lattia.
Il d*amma si è consumato sotto gli occhi delle istituzioni e dei medici, che hanno visto il piccolo spegnersi a causa di un c*ncro d*vastante. Nonostante la gravità della situazione, la figura materna è rimasta ai margini, quasi come una spettatrice estranea a una tragedia che la riguardava direttamente.
A rendere ancora più cupo il quadro è stata la decisione della donna di non partecipare alla funzione religiosa. Mentre il paese intero piangeva la scomparsa della piccola creatura, lei ha scelto di restare lontana, confermando quel senso di estraneità che aveva già espresso verbalmente.

Gli inquirenti e gli assistenti sociali hanno cercato di scavare nel passato della famiglia per comprendere le radici di questo rifiuto così profondo. Le dichiarazioni della donna, riportate dalle testate locali descrivono un rapporto mai sbocciato, un legame interrotto ancora prima di nascere.
Resta il ricordo di un’esistenza brevissima, segnata dalla s*fferenza fisica e da una solitudine affettiva difficile da accettare. La vicenda del bimbo di 18 mesi rimane una f*rita aperta che interroga la coscienza collettiva sul significato profondo della genitorialità.