Muore a 96 anni e lascia 25 milioni di € alla badante e agli ospedali (1 di 2)

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Ci sono storie che invitano a riflettere sui valori che realmente contano nella vita e su come la si sprechi in cose di cui si potrebbe benissimo fare a meno. In una società sempre più improntata al materialismo, al conto corrente bancario, al lusso, sono, ancora una volta, gli anziani a darci una lezione.

I nonnetti e le nonnette che consideriamo fragili e che, spesso, i ragazzi si divertono a sfottere, a deridere per l’essere vissuti in un’epoca lontana dalla tecnologia, sono coloro che ci invitano ad una mea culpa.

Un doveroso esame di coscienza, quello che dovremmo mettere in atto, per liberarci dall’idea errata dei veri valori dell’esistenza. Dinnanzi alla morte, siamo tutti uguali.

Nel giorno del trapasso, non ci porteremo dietro il Dio denaro, quello che è il frutto delle atrocità in corso, quello che ci rende avidi, egoisti, assatanati di gloria.

Non possiamo portarci dietro il conto corrente ma quello che rimarrà impresso nelle menti di chi ci ha conosciuti, è il comportamento adottato nella vita terrena. Il caso che sto per raccontarvi, ne sono certa, vi lascerà senza parole.