Morte Elena Del Pozzo, la scoperta choc sul cellulare della mamma (1 di 2)

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Si sono celebrati avanti ieri pomeriggio i funerali della piccola Elena Del Pozzo, con una folla di gente inaudita e inferocita, contraria alla presenza dei nonni materni della bimba che non hanno nulla a che vedere con questo efferato omicidio, anzi, si ritrovano una nipotina uccisa e una figlia reo-confessa in carcere.

Martina Patti, 23 anni, ha massacrato a coltellate la povera Elena e ne ha sepolto il corpicino martoriato, impilato in sacchi neri della spazzatura, in un campo incolto di Mascalucia, dove poi, lei stessa, ha fornito le indicazioni ai carabinieri per il ritrovamento.

La messinscena del finto rapimento da parte di un commando di  3 uomini incappucciati, di cui uno armato, ha retto pochissimo, suscitando, sin da subito, le perplessità degli inquirenti e delle forze dell’ordine. Effettivamente Elena non è stata vittima di un sequestro ma è stata accoltellata, con 11 fendenti, inferti con un coltello da cucina (arma ancora non ritrovata), dalla madre.

E’ per questo che per la donna si sono aperte le porte del carcere catanese di Piazza Lanza, dove è sorvegliata a vista h24, temendo possa compiere atti autolesionistici o possa essere aggredita dalle altre detenute.

Vi è poi la paura che possa fuggire, inquinare le prove o reiterare il reato. Il lavoro degli inquirenti, giorno dopo giorno, sta chiarendo la dinamica dell’omicidio, mentre permangono dubbi sul movente del folle gesto, ricondotto alla gelosia.