Morte Diana, il compagno di Alessia Pifferi rompe il silenzio (1 di 2)

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Una morte atroce, quella della piccola Diana. 18 mesi, trascorsi nel degrado più totale, fino al colpo di grazia, all’agonia, in un lettino da campeggio, senza uno spiffero d’aria, senza nulla da mangiare e da bere, che l’ha condotta alla morte.

Aveva piaghe, Diana, causate dai pannolini portati per troppe ore addosso. Uno di questi, se lo sarà strappato e lo avrà buttato oltre le sbarre della culla; l’altro, pieno di vermi, sul davanzale. Un biberon con tracce di latte e stop.

Nessuno l’ha sentita piangere, nessuno ha sentito un solo grido disperato provenire da quel monolocale dove la stessa “madre” l’ha ritrovata cadavere, ipotesi, questa, che aveva messo in conto.

Diana, una dolcissima bambina che non ha mai ricevuto l’amore, l’affetto, le cure che meritava, ha chiuso i suoi occhietti per sempre ma è doveroso sapere cosa le è accaduto.

Lo dobbiamo a lei, che aveva tutta una vita davanti, e a tutti i bambini che hanno conosciuto la morte per mano di chi li ha messi al mondo. Proprio in queste ore il compagno della madre ha deciso di rompere il silenzio.