I focolai di morbo della lingua blu continuano ad aumentare e questo sta generando notevole apprensione in tutta Italia. La Blue tongue, patologia infettiva non contagiosa dei ruminanti, sostenuta da un virus del genere orbi virus di cui si conoscono attualmente 27 sottospecie, preoccupa sempre più.
Il morbo, come ben noto, si trasmette attraverso le punture dei moscerini del genere Culicoides che proliferano nei luoghi umidi, come le paludi o le cavità umide all’interno dei fusti degli alberi, colpendo soprattutto gli ovini, in modo più grave le pecore, provocandone anche il decesso.
In tanti si chiedono come si possa riconoscere la Blue tongue, ossia quali siano i sintomi e soprattutto se si tratti di una sintomatologia specifica o aspecifica, in quest’ultimo caso confondibile con altre se non si hanno le giuste conoscenze e le corrette informazioni, volte a riconoscerla.

Il primo caso registrato in Italia risale all’agosto del 2000 in un allevamento di Pula, in provincia di Cagliari, e da allora in poi si è avuta una vera e propria epidemia, con 300.000 capi abbattuti per cercare di contenere il morbo che, gradualmente, si è diffuso nello Stivale e nell’Europa, provocando ingenti danni agli agricoltori.
Quali sono i sintomi del morbo della lingua blu? Non ci resta che scoprirli insieme, in dettaglio, nella pagina successiva del nostro articolo, essendo molto vari ed eterogenei tra loro, come avrete modo di vedere, continuando a leggere.