Monreale, parla la madre dell’indagato: "Mio figlio è.. (2 / 2)

Salvatore Calvaruso, 19 anni, ha confessato ai carabinieri quanto accaduto a Monreale, lasciandosi andare alle lacrime. Il giovane ha ammesso di aver fatto partire i colpi per autodifesa, ma in seguito, davanti al pubblico ministero, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, probabilmente su consiglio del suo avvocato.

Nonostante le dichiarazioni iniziali, rimane il principale indiziato per il triplice delitto di Andrea Miceli, Salvo Turdo e Massimo Pirozzo, freddati nella notte di sabato. Altre tre persone sono rimaste colpite, una delle quali è deceduta in ospedale. La Procura di Palermo contesta a Calvaruso i reati di strage e detenzione illegale.

Secondo gli investigatori, il 19enne non avrebbe agito da solo: con lui c’erano almeno altri quattro giovani, provenienti dai quartieri Zen e Borgo Nuovo di Palermo. Le indagini suggeriscono che due persone abbiano aperto il fuoco, facendo partire almeno 20 colpi ad altezza d’uomo. Calvaruso avrebbe preso in prestito uno scooter da un amico, chiedendogli poi di denunciarne il furto e ammettendo di aver “combinato un macello“.

Partorisce a 50 anni ma il bimbo è "strano": cosa scoprono Partorisce a 50 anni ma il bimbo è "strano": cosa scoprono

Le prove contro il giovane sono consistenti: dalle riprese delle telecamere di sorveglianza al riconoscimento fotografico da parte di testimoni, fino agli occhiali ritrovati sul posto, che lo stesso Calvaruso avrebbe ammesso di indossare. Intanto, domani verranno eseguite le autopsie sulle vittime. Un video dell’accaduto, diffuso online, mostra violenti scontri tra gruppi di giovani prima degli spari. Secondo i testimoni, erano presenti tra le 50 e le 100 persone.

La madre del 19enne sostiene che il figlio sia stato aggredito, mostrando segni di percosse. “Siamo distrutti, ci dispiace per mio figlio e per gli altri ragazzi”, avrebbe aggiunto. Nel frattempo, un sedicenne colpito alla testa ha raccontato di essere stato colpito mentre camminava: «Sono vivo per miracolo. Chiedo giustizia». La città di Monreale è scossa dal triplice delitto, mentre le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e accertare ogni responsabilità.