Mondo nella Musica in lutto: "Addio leggenda" (2 / 2)

Il mondo della musica internazionale piange la scomparsa di una voce simbolo di un’intera generazione, artista che ha saputo unire talento e impegno sociale, diventando un punto di riferimento per i movimenti pacifisti degli anni Sessanta. La notizia è arrivata sabato 7 marzo da Berkeley, in California, dove l’artista si è spento all’età di 84 anni.

L’artista scomparso è Country Joe McDonald, cantautore e leader dei Country Joe and the Fish. Nel corso di oltre quarant’anni di carriera ha pubblicato 33 album e continuato a esibirsi in tour e festival in tutto il mondo.

A comunicare il decesso, legato a complicazioni del morbo di Parkinson, è stata la famiglia insieme alla moglie Kathy, attraverso una nota diffusa ai media. Nato il 1° gennaio 1942 a Washington e cresciuto in California, questo cantautore ha iniziato il suo percorso musicale dopo un’esperienza di servizio nella Marina statunitense. Trasferitosi a Berkeley, si è inserito nella vivace scena folk della Bay Area, esibendosi come musicista di strada e entrando in contatto con artisti e attivisti impegnati in battaglie sociali e pacifiste.

"È il suo corpo". Chi l’ha visto, finite le speranze: il ritrovamento poco fa "È il suo corpo". Chi l’ha visto, finite le speranze: il ritrovamento poco fa

Fu in quel contesto che iniziò a costruire il proprio stile, fatto di testi diretti, melodie coinvolgenti e una forte capacità di comunicare messaggi di impegno civile. Nel 1965 fondò insieme al chitarrista Barry “The Fish” Melton il gruppo Country Joe and the Fish, formazione pionieristica del rock psichedelico californiano, che si esibì nei principali locali di San Francisco e partecipò a eventi storici come il Monterey Pop Festival. La band si distinse per la combinazione di sonorità innovative e testi impegnati, che conquistarono rapidamente il pubblico giovane e critico dell’epoca.

Uno dei momenti più iconici della carriera dell’artista arrivò nel 1969 al Festival di Woodstock, quando salì sul palco con una chitarra acustica e coinvolse il pubblico in un’esibizione che è rimasta nella storia della musica di protesta. Brani come I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag divennero veri e propri inni della controcultura, grazie a testi ironici e potenti, capaci di raccontare il clima sociale e politico del tempo.