Nonostante siano trascorsi ormai tanti anni da quel 29 dicembre, il mito di Michael Schumacher è ancora molto vivo tra gli appassionati di sport e motori. La speranza è di ricevere notizie confortanti sul suo stato di salute, ma quello che continua a trapelare sono informazioni molto sommarie e frammentate.
Le ultimissime rivelazioni sul pilota provengono proprio in queste ore da un suo grande amico: Johnny Herbert. E’ stato compagno di squadra di Schumacher nel lontano 1995, quando il pilota tedesco era all’apice della sua impareggiabile carriera.
“Nonostante l’enorme vuoto lasciato dal sinistro del 2013, Corinna è sempre stato un faro, è una donna ‘molto forte’. Lei dice che stanno cercando di andare avanti come famiglia, così come Michael avrebbe voluto. Devono andare avanti con le loro vite private”- queste le prime dichiarazioni di Herbert sull’ex collega, con il quale ha condiviso dei momenti molto emozionanti in Formula 1.
Il pilota inglese ha esaltato la grande umanità della moglie di Schumacher, un punto di riferimento per il pilota tedesco anche quando gareggiava. Grande rammarico, invece, quando fa riferimento a Mick Schumacher, il secondogenito di Michael, che secondo Herbert avrebbe potuto avere una carriera più fortunata in Formula 1 se avesse potuto contare sul supporto del padre.
Infine, il pilota inglese ha ricordato la grande professionalità di Schumacher quando era ai suoi massimi livelli: “Michael era un fanatico del fitness. Mi ha sempre ricordato molto Bruce Lee quando recitava. Era qualcosa di completamente nuovo. Sapeva che doveva essere in forma per esibirsi come aveva fatto in quelle performance di sprint e i suoi livelli di forma fisica gli davano questo vantaggio”.