Una notizia sconvolgente per il mondo del calcio, l’ennesima, quella che nessuno mai avrebbe voluto ricevere. Sven-Goran Eriksson ha una neoplasia al pancreas, purtroppo molto più frequente di quanto si pensi e una delle più subdole oltre che insidiose.
Il triste annuncio è arrivato direttamente dallo storico e grandissimo ex allenatore della Lazio ed ex ct inglese, attraverso un’intervista rilasciata per una radio della Svezia e le sue parole, in breve tempo, hanno fatto il giro del mondo, lasciando letteralmente senza parole i tifosi, i calciatori, i suoi colleghi e coloro che, pur non seguendo il calcio, hanno da sempre apprezzato le sue eccezionali doti. Sven è un mito, uno di quelli che si è sempre distinto, sul campo e nella vita, essendo stimato da tantissima gente.
Queste le sue parole: “Tutti avevano capito che non stavo bene, immaginavano fosse cancro e lo è. Devo lottare finché potrò”. A queste prime dichiarazioni, ne sono seguite altre in cui Sven ha rilevato le previsioni dei medici che lo hanno in cura e sono state proprio esse a rigare di lacrime i volti di milioni di utenti.
Un autentico colpo al cuore apprendere che, a detta dello staff medico che lo segue, nel migliore dei casi gli resta un anno o anche di più, mentre nel peggiore, anche meno. Parole cui ha aggiunto: ” In realtà nessuno può esserne sicuro con certezza, è meglio non pensarci. Puoi in qualche modo ingannare il tuo cervello, pensare positivo e vedere le cose nella maniera migliore, non perderti nelle avversità, perché questa ovviamente è la più grande di tutte, ma ricavarne comunque qualcosa di buono da questa esperienza”.
Una lunghissima carriera quella di Eriksson, dalla vittoria dello scudetto con la Lazio, al ruolo di di direttore tecnico alla Roma, alla Fiorentina e alla Sampdoria. Tutto è partito da un collasso improvviso mentre stava facendo una corsa di cinque chilometri. Si trattava di un ictus e la neoplasia c’era già. Nell’intervista alla radio svedese, l’agghiacciante conferma del brutto male che lo ha colpito; uno dei più tremendi perché i sintomi si manifestano, in genere, quando si è già fatto strada nell’organismo. Non possiamo che sperare in un miracolo.