Meteo Italia, l’allarme degli esperti: "La tempesta sta tornando indietro" (2 / 2)

Una violenta tempesta mediterranea, denominata “Harry”, ha colpito con forza straordinaria il Sud Italia nella notte tra lunedì e martedì. Secondo gli esperti, il sistema, tra i più intensi degli ultimi anni nel Mediterraneo centrale, ha scaricato la sua massima potenza su Sardegna meridionale, Sicilia orientale e Calabria ionica, con effetti devastanti.

Il climatologo Giulio Betti (CNR), in un’intervista a Fanpage.it, descrive un evento eccezionale sia per le precipitazioni che per la furia del mare. In alcune zone, in poche ore, si sono registrati oltre 500 millimetri di pioggia, come sui versanti orientali dell’Etna. Contemporaneamente, onde gigantesche, alte fino a 8-9 metri, hanno battuto le coste con periodi superiori agli 11 secondi, causando gravi danni a porti, infrastrutture e litorali già vulnerabili.

L’impatto è stato straordinario. È fondamentale seguire le allerte meteo senza sottovalutarle”, avverte Betti, sottolineando che il pericolo non svanisce con la fine della perturbazione: “Il territorio rimane fragile, con coste erose, rischio frane e strutture compromesse. Basta poco per ritrovarsi in condizioni di pericolo”.

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Il quadro odierno rimane complesso. Le piogge, seppur in attenuazione, continueranno sulla Sicilia orientale e sulla Calabria ionica, risalendo verso il nord della regione, per poi spostarsi verso est interessando Basilicata e Puglia con precipitazioni più deboli. Il mare resterà insidioso: le pericolose mareggiate persisteranno per diverse ore, calando solo nel pomeriggio e più decisamente domani. Betti fornisce anche una spiegazione scientifica del fenomeno: “Harry” non è un uragano, ma un profondo vortice mediterraneo (o “medicane”).

La sua intensità è stata amplificata dalle temperature del mare superiori alla norma, che hanno fornito energia extra, mentre un blocco anticiclonico sull’Europa centro-orientale ne ha concentrato la forza su aree ristrette. Un fattore chiave, conclude il climatologo, ha limitato danni potenzialmente maggiori: l’efficacia del sistema di allerta della Protezione Civile, che ha permesso interventi tempestivi e ha allertato la popolazione con precisione, dimostrando l’importanza cruciale della prevenzione di fronte a eventi meteorologici sempre più estremi.