
L’Italia è ormai diventata il bersaglio privilegiato di una serie interminabile di perturbazioni atlantiche. Da diverse settimane, il nostro Paese viene investito con cadenza quasi cronometrica da nuovi fronti instabili, in una sequenza tanto rapida quanto opprimente che lascia sempre meno spazio a parentesi di bel tempo. Il dato più impressionante è la frequenza: un peggioramento strutturato ogni 48 ore, una continuità che non si registrava da tempo.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, spiega come l’aspetto eccezionale non risieda tanto nella violenza dei singoli eventi, quanto nella loro incredibile persistenza. Le precipitazioni, abbondanti, stanno comunque portando un beneficio alle riserve idriche, ma è il capitolo temperature a stupire. Le correnti oceaniche, infatti, mantengono valori ben al di sopra delle medie stagionali, impedendo l’arrivo di un freddo significativo.
La neve, di conseguenza, cade solo oltre i 1500 metri, aumentando il pericolo di valanghe sui rilievi. L’attenzione è ora puntata sui prossimi giorni. La settimana si aprirà con una nuova perturbazione accompagnata da venti in forte intensificazione. Il Maestrale soffierà con raffiche burrascose su Centro-Sud e Isole maggiori, scatenando mareggiate lungo le coste più esposte e potenziali disagi per i traghetti.

Se da una parte l’acqua è una risorsa, dall’altra questa pioggia ininterrotta mette a dura prova il territorio. L’assenza di tregue non permette al suolo di assorbire e smaltire i volumi d’acqua, aumentando il rischio di frane e allagamenti in alcune aree. Non tutto è perduto, però. Verso la fine del mese, le previsioni a lungo termine iniziano a disegnare uno scenario diverso: un anticiclone più robusto potrebbe finalmente prendere il sopravvento, regalando stabilità e interrompendo questo lungo ciclo perturbato.
Nel breve termine, però, il tempo resta capriccioso. Domenica 15 vedrà un Nord più tranquillo ma instabilità al Centro-Sud adriatico. Lunedì 16 sarà una giornata variabile, con neve in Valle d’Aosta e piogge sulle regioni tirreniche meridionali. Martedì 17, infine, concederà una tregua quasi generale, salvo qualche residuo fenomeno sulla Sicilia settentrionale. La tregua, però, sarà breve: tra mercoledì e giovedì è già atteso un nuovo peggioramento.