Messina Denaro, Anna Corona, Denise Pipitone: il cerchio si stringe (2 di 2)

A giugno 2021, la trasmissione “Chi l’ha visto?“, condotta dalla giornalista Federica Sciarelli, ha parlato di un testimone, il quale ha voluto mantenere l’anonimato, non mostrandosi in volto, parlando proprio di Anna Corona ma, in particolare, di suo fratello Claudio. Riguardo alla famiglia Corona, questo testimone dichiarò, ai microfoni della trasmissione di Rai 3 che si occupa di scomparsi, queste parole:“A Mazara del Vallo quasi tutte le persone li temono”.

Ma c’è dell’altro, in quanto l’anonimo ha anche fatto riferimento a presunti legami tra i Corona e il clan di Fabrizio Messina Denaro, detto “Elio”, in sorveglianza speciale, traendo le sue conclusioni, ossia che Claudio Corona ha goduto di protezione, in quanto” aveva il rispetto e la frequentazione con personaggi malavitosi di un certo calibro”. Il testimone ha ammesso di aver partecipato a più di un incontro con questi malavitosi, aggiungendo che Claudio Corona si dava appuntamento in un vecchio casolare, adibito a deposito trattori, nelle campagne tra Castelvetrano e Campobello di Mazara con “Elio”, Pino Burzotta e Vito Gondola. Questo è quanto accadeva nel 2021. Ad oggi c’è stato l’arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro. 

Un fatto che riempirà i libri di storia e di giurisprudenza ma che potrebbe offrire dei punti se non di svolta vera e propria, quanto meno di chiarimento. Sin da quando la notizia dell’arresto del padrino di Castelvetrano ha iniziato a diffondersi, raggiungendo praticamente tutto il mondo, sono ore concitate per gli inquirenti e non solo. Sappiamo perfettamente quanto l’arresto del boss di Cosa Nostra possa servire far luce su molti misteri del mondo mafioso siciliano e chissà, magari anche sulla scomparsa di Denise Pipitone.

Piera Maggio e Piero Pulizzi, i genitori della piccola Denise Pipitone, la bimba di 4 anni scomparsa davanti casa nel 2004, hanno scritto un lungo post sui social di cui estrapolo un pezzo, a mio avviso fortemente significativo: “Siamo stati sempre lucidi in ogni nostra scelta, richiesta o decisione, non da meno adesso. Rapire una bambina di neppure quattro anni è un fatto grave e anomalo per tutti. Circa diciannove anni fa, per mesi il nostro territorio è rimasto sotto i riflettori con una grande attenzione mediatica e un dispiegamento di forze dell’ordine di ogni genere che deve aver dato non poco fastidio alla criminalità del posto o a chi ne faceva capo”.

Se è vero che Matteo Messina Denaro controllava tutta la provincia di Trapani è impossibile che non sapesse cosa fosse accaduto a Mazara del Vallo”, scrivono i genitori di Denise, aggiungendo: “Siamo stati sempre convinti di questo, non perché l’avessimo ritenuto responsabile direttamente del rapimento, ma perché non si muoveva una foglia senza che non lo sapesse, quindi oggi detentore di tanti segreti “. Da qui la loro richiesta d’aiuto: “Dopo tutti gli accertamenti e le indagini del caso, Stato, magistrati, cortesemente chiedetegli dov’è nostra figlia. Se solo rispondesse a questa domanda anche indirettamente, potremmo finalmente arrivare alla verità e mettere fine a questo calvario”. La Maggio e Pulizzi, sapendo quanto grave sia la situazione di Matteo Messina Denaro in termini di salute, sperano che possa far sapere loro qualcosa su Denise e che possa aiutarli come gesto di redenzione verso tutti gli innocenti morti ammazzati”. Speriamo che la loro richiesta di aiuto non rimanga inascoltata.

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