Piovono le critiche, incombono, implacabilmente le polemiche, così come i commenti al cianuro di chi proprio non ci sta. Parliamo degli amanti del mare, coloro che alle spiagge non rinunciano ma che, alle condizioni imposte dall’ordinanza, proprio non ci stanno, esprimendo tutto il loro malcontento sui social dove è ovvio che la notizia abbia scosso davvero tutti gli italiani.
E’ stata emessa un’ordinanza ad hoc intitolata “Norme utilizzo spiagge”, comprendente una serie di rigide regole da seguire durante l’utilizzo delle spiagge . Tra queste restrizioni, spicca il divieto di mangiare in spiaggia, consumare pasti di qualsiasi natura e praticare sport. Tutti coloro che trasgrediscono quanto è stato stabilito all’interno di questa ordinanza , possono essere soggetti a una maxi multa, dal momento che il suo importo potrebbe arrivare fino a 500 euro.
Tra tutte le restrizioni, a colpire maggiormente è il divieto di mangiare in spiaggia, dal momento che, stile Pasquetta, in molti non vedono l’oradi banchettare, come se si trovassero al ristorante. Si sa che gli italiani sono buongustai, amanti da sempre dei piatti che colgono l’occasione di sfoderare in spiaggia.
Se c’ è chi apprezza alcune disposizioni dell’ordinanza, come divieto di utilizzare pietre per ancorare gli ombrelloni, il divieto relativo al cibo proprio non piace e i commenti di dissenso si sono fatti sentire, sottolineando che è impossibile, durante l’arco di un’intera giornata al mare, non poter dare da mangiare ai propri figli o godersi un gelato in santa pace al fresco (relativo) dell’ombrellone.
Ad emettere quest’ordinanza che sta facendo tuonare molti suoi concittadini è stato il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, che ha individuato, nella stessa, ben 23 punti che corrispondono a altrettanti divieti. Tra proteste e difficoltà di interpretazione, il primo cittadino, intervistato dalla stampa locale, ha precisato che il divieto di mangiare in spiaggia serve a prevenire abusi eccessivi, facendo, peraltro, notare che la sua ordinanza non si differisce dalle disposizioni regionali esistenti ma il problema sta nell’applicazione delle regole, spesso non osservate negli anni precedenti.