Matteo Messina Denaro, quanto gli resta da vivere (1 di 2)

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Matteo Messina Denaro, noto anche con i soprannomi U Siccu e Diabolik, 60 anni, di cui la metà vissuti da latitante, è stato arrestato dai carabinieri del Ros nella mattinata del 16 gennaio.

Da un anno, il superboss si sottoponeva a terapie nella clinica Maddalena. E’ stato il comandante Pasquale Angelosanto, dopo la cattura, a riferire questi dettagli, aggiungendo che si recava nella clinica palermitana di via San Lorenzo, sotto falso nome, quello di Andrea Bonafede.

Il 60enne, dunque, si trovava nella sua Sicilia, terra in cui è stato prima un giovane killer fidato della Cupola, per poi essere promosso ai vertici di Cosa nostra.

E’ stato l’ideatore delle stragi nelle sua Sicilia, così come la mente delle stragi di Roma, Firenze, Milano. Non ha mai tradito il credo della sua famiglia d’origine e della famiglia criminale, la sua seconda famiglia, in quanto, nel suo caso, coincidevano, dovendo sconfiggere lo Stato, considerato il loro nemico numero uno.

Eppure, anche dopo il suo arresto, che dovrebbe rassicurare non solo Castelvetrano e la Sicilia, ma l’Italia intera,  le preoccupazioni sono tante. Vediamo perché.