Mattarella è una furia e sbotta: "Adesso basta" (2 / 2)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, portando un messaggio di rigore istituzionale.

Durante l’incontro, il Capo dello Stato ha sottolineato con forza la necessità di un rispetto vicendevole tra i diversi organi dello Stato, definendolo un elemento imprescindibile per l’interesse della Repubblica. L’intervento è giunto in una fase delicata per la magistratura, con il Quirinale che ha voluto ribadire l’importanza della coesione interna. Le parole del Presidente sono state interpretate come un richiamo alla responsabilità collettiva, invitando a superare le logiche di parte per preservare l’autorevolezza del CSM. L’evento di questa mattina ha visto la partecipazione dei massimi esponenti del Consiglio, impegnati ad ascoltare le direttive della massima carica dello Stato.

L’obiettivo dichiarato era quello di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, un tema caro a Mattarella fin dall’inizio del suo mandato. Al termine della seduta, le reazioni degli addetti ai lavori hanno confermato l’impatto del discorso, considerato un punto fermo per le prossime riforme. Il richiamo all’ordine e alla collaborazione rimane ora il compito principale per i componenti del plenum, chiamati a tradurre in pratica le indicazioni del Presidente.

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Riprendendo fedelmente  le parole  messe nero su bianco da The Social Post, il nostro presidente ha esordito dicendo: “Prima di dare la parola al relatore, vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in 11 anni. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”.

Mattarella ha aggiunto che il  Csm è “istituzione non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori, e nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. Il presidente ha avvertito la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica.  Parole che, oggi, invitano tutti ad una doverosa riflessione.