Matilde, 15 anni, sul C-130 con la bara del fratello: "Scavava a mani nude" (2 / 2)

Un silenzio carico di cordoglio ha accolto l’atterraggio del C-130 dell’Aeronautica Militare all’aeroporto di Ciampino nel pomeriggio di ieri. A bordo, tra le cinque salme rimpatriate dalla Svizzera, c’era anche quella di Riccardo Minghetti, una delle giovani vittime italiane dell’incendio divampato nella notte di Capodanno nel pub “Le Constellation” di Crans-Montana.

Ad attendere il feretro, una famiglia straziata e una sorella di quindici anni, Matilde, il cui destino si è separato da quello del fratello maggiore. Matilde, presente quella stessa sera nel locale, lo aveva lasciato pochi istanti prima che le fiamme inghiottissero l’edificio. Appresa la notizia, è corsa indietro e, in un gesto di disperato amore fraterno, ha iniziato a scavare con le mani tra le macerie fumanti nel tentativo di trovare Riccardo, aiutando anche altri giovani a mettersi in salvo.

Un trauma, come sottolineano gli psicologi, destinato a lasciare un segno profondo. «È uno shock violento, che in questa fase tende a essere rimosso», spiega Gabriella Mommo Ugovizza, psicologa dell’associazione Sipem Odv, specializzata nel supporto per le emergenze. «Matilde ha mostrato una forza notevole, ma il percorso di elaborazione sarà lungo».

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La ragazza ha scelto di affrontare il viaggio di rimpatrio sullo stesso velivolo militare che riportava il fratello, restando per ore accanto ai genitori davanti alla bara. Al momento dello sbarco a Ciampino, è apparsa visibilmente provata, sostenuta dalla madre, mentre riceveva il saluto delle autorità presenti, tra cui i ministri Antonio Tajani e Andrea Abodi. Ha poi trovato conforto nell’abbraccio stretto di parenti e amiche più coetanee.

Secondo gli esperti, il suo comportamento — la vicinanza ai coetanei e una certa distanza emotiva dagli adulti in questi primi giorni — è una reazione comune negli adolescenti di fronte a una perdita così gravce. «Avrà bisogno di tempo e di uno spazio protetto», osserva ancora la psicologa, «ma può contare su una famiglia solida e consapevole, elemento fondamentale nel delicato cammino che la aspetta». Un cammino che per la famiglia Minghetti inizia oggi, davanti a una bara e a un futuro da reinventare.