Massimo Bossetti, la confessione della moglie dodici anni dopo (1 di 2)

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Ci sono omicidi efferati che hanno lasciato il segno nella cronaca nera italiana, forse anche perché, sebbene la giustizia si sia espressa, restano molti dubbi su cui la difesa del condannato ritengono di far luce. Uno dei casi che più ha scosso la nostra Penisola è quello della piccola ginnasta Yara Gambirasio.

Della ragazzina, all’epoca dei fatti 13enne, si persero le tracce il 26 novembre 2010. Da allora, per mesi, si è continuato a sperare di ritrovarla ma ogni speranza è svanita il 26 febbraio 2011, quando il suo cadavere è stato rinvenuto in un campo aperto a Chignolo d’Isola.

La macabra scoperta, in quel gelido inverno, venne fatta da un aeromodellista, per puro caso. Sappiamo com’è andata a finire in quanto il procedimento giudiziario si è concluso il 12 ottobre 201  con la condanna definitiva all’ergastolo di Massimo Bossetti.

Il muratore di Mapello, sposato con Marita Comi, che lo ha reso padre di tre figli, incensurato, è stato accusato di aver commesso l’omicidio in seguito a un’aggressione sessuale.

A distanza di anni, come sta Marita? Lo apprendiamo da alcune dichiarazioni decisamente forti che ci servono a capire anche la sua posizione riguardo a quanto accaduto al marito.