Martina Patti, la rivelazione choc al GIP sul suo ex: cosa ha raccontato (1 di 2)

Ascolta questo articolo

Il delitto di Mascalucia ha sconvolto l’Italia che fa fatica a riprendersi da questo terribile caso di cronaca nera. I funerali della piccola Elena Del Pozzo, massacrata a coltellate dalla madre reo confessa Martina Patti, hanno radunato, nella Cattedrale di Sant’Agata, una folla di gente proveniente anche da fuori regione.

In tanti, in tantissimi, hanno voluto dare il loro ultimo saluto alla bambina che abbiamo imparato a conoscere, da chi le voleva bene e ha speso per lei parole che lacerano il cuore. Elena era vivace, curiosona, con quegli occhietti vispi che non si lasciavano sfuggire proprio nulla, educata, solare.

La immaginiamo ancora in quegli ultimi frame, girati dalla telecamera di videosorveglianza dell’asilo, mentre corre tra le braccia della madre Martina, salutando i suoi compagnetti che avrebbe rivisto il giorno dopo. Quelle immagini oggi ci creano profonda amarezza perché sono le ultime di Elena viva, prima che su di lei si abbattesse la furia della madre assassina, reo confessa.

Una furia cui la piccola ha cercato di difendersi finché ha potuto, per poi arrendersi. 11 fendenti, di cui uno fatale che le ha reciso l’arteria succlavia, inferti dopo averla probabilmente incappucciata con un sacchetto nero della spazzatura, per poi seppellirla in una fossa poco profonda in quel terreno incolto in cui è stata portata con una scusa proprio da colei che l’ha messa al mondo.

La Patti, 23anni, iscritta alla facoltà di scienze infermieristiche, è crollata poco dopo aver inscenato il rapimento della figlioletta da parte di un commando armato. Nessun uomo incappucciato, solo la sua premeditazione nel volerla eliminare.