Martina Patti, il ragazzo rompe il silenzio e scrive una durissima lettera (1 di 2)

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Il delitto di Mascalucia, avvenuto il 13 giugno, ha sconvolto tutta l’Italia e tutti avremmo voluto essere i genitori della piccola Elena Del Pozzo, per salvarla dalla sua fine atroce.

Si, perché Elena non c’è più. A portarla via per sempre da questa terra, la furia della madre reo confessa Martina Patti, che ha infierito sul suo corpicino con 11 coltellate, per poi gettarla in una buca in un terreno incolto nei pressi nell’abitazione di vi Euclide in cui vivevano.

Solo 24 ore, di serrante interrogatorio, sono bastate per cavar fuori la verità, anche se con molti “non ricordo” su cui gli inquirenti devono far luce. Martina ha prima indicato ai carabinieri dove si trovava il cadavere di sua figlia e poi ha confessato di aver commesso lei l’omicidio.

Dal 14 giugno per la Patti si sono aperte le porte del carcere catanese di Piazza Lanza, in cui è sorvegliata a vista, h24, per paura che possa compiere gesti estremi o che possa essere aggredita dalle altre detenute.

Su di lei pendono accuse pesantissime: omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere, oltre al fatto che, secondo il gip, deve restare in carcere per paura che possa fuggire, inquinare le prove o reiterare il reato.