Martina Patti, è successo in carcere: condizioni di salute molto preoccupanti (1 di 2)

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Prima il rapimento inscenato per far credere a tutti che sua figlia, Elena Del Pozzo, fosse stata rapita da 3 uomini incappucciati, poi l’agghiacciante verità, al culmine di un interrogatorio serrato. Incalzata, sotto pressione dagli inquirenti, ha sputato il rospo, ammettendo di aver ucciso lei la piccola, a coltellate, ben 11 secondo quanto riportato dall’autopsia del medico legale Ragazzi.

Il corpicino mostrava tutti i fendenti…. un corpicino martoriato, una morte lenta, sino a chiuderla in sacchetti di plastica neri da spazzatura, di quelli staccati da un rotolo che aveva in casa. E poi la sepoltura, nello stesso campo incolto di Mascalucia, a pochi metri dalla villetta dove vivevano, prima di rientrare a casa a bordo della sua Fiat 500, come ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.

Da allora sono 2 settimane che la 23enne, accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e di occultamento di cadavere, si trova rinchiusa in isolamento nella sua cella del carcere di piazza Lanza, a Catania .

Il tentativo di mascherare l’uccisione dietro il sequestro è crollato, il suo castello di bugie idem e per lei si sono aperte le porte dell’istituto penitenziario, mentre proseguono a ritmo serrato le indagini sul caso perché ci sono ancora tanti punti oscuri, come l’arma del delitto che non è ancora stata ritrovata.

Sono 2 settimane che è finita la sua libertà; giorni in cui non ha manifestato alcun segno di pentimento, chiedendo solo di poterle recapitare i libri per terminare gli studi universitari, mancandole pochi esami alla chiusura del suo ciclo di studi in infermieristica all’Università di Messina.