Martina Patti in carcere, “Gesto estremo”: ecco cosa sta succedendo (1 di 2)

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Sono passati 9 giorni dal ritrovamento, in un campo incolto del Catanese, a pochi metri dell’ormai tristemente nota villetta di via Euclide, del cadavere della piccola Elena Del Pozzo, nata il 12 luglio 2016 dalla relazione della Patti con un suo coetaneo, Alessandro Del Pozzo.

Una relazione conclusasi dopo la nascita della piccola perché, secondo diverse fonti, la donna aveva intrapreso una relazione con un altro uomo. Ad ogni modo, dopo la separazione, Alessandro si era trasferito per lavoro in Germania per poi far ritorno in Italia, instaurando una nuova relazione sentimentale per ricostruirsi una nuova vita.

Con il suo rientro a Mascalucia, i rapporti tra i due ex si sono fatti sempre più tesi, soprattutto per via degli accordi relativi alla presa della bambina da parte del padre, fino al giorno dell’efferato omicidio che, per dover di cronaca, va ribadito che è stato compiuto il giorno dopo quello trascorso da Elena, in compagnia del padre, della sua nuova compagna e dei nonni paterni.

Il movente dello spietato delitto non è stato confessato dalla Patti ma gli inquirenti scavano all’interno delle dinamiche familiari, ritenendo che a guidare la mano dell’assassina sia stata la gelosia, legata al timore che Elena potesse affezionarsi troppo alla nuova fidanzata del suo ex.

Intanto Martina Patti, dopo la confessione del figlicidio, dopo la convalida del fermo per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere; decisione presa dal gip Daniela Monaco Crea, è rinchiusa nel carcere di Piazza Lanza a Catania.