Manuel Bortuzzo, la fantastica notizia per l’ex gieffino (2 / 2)

I fan sono in delirio perché Manuel Bortuzzo è tra i 24 atleti italiani ai Mondiali paralimpici di Manchester. L’appuntamento imperdibile è a quest’estate, dal 31 luglio al 6 agosto 2023. La sua storia l’abbiamo imparata a conoscere anche grazie alla sua partecipazione al GF Vip in cui, nella famosa “linea della vita” si era raccontato, emozionando i telespettatori, incollati allo schermo. Prima che la sua v subisse uno sconvolgimento così forte, Bortuzzo era un nuotatore di stile libero.

Nel 2015 era stato convocato dalla Nazionale per gli Eyof di Tblisi. Intervistato da La Stampa, oggi dice: «Mi fa effetto pensare che lì in Georgia avevo 16 anni e non capivo nemmeno dove mi trovavo, mentre ora mi aspetta la mia prima nazionale assoluta da grande con la Finp, che avrà tutto un altro sapore».

Nel colloquio con Alberto Dolfini Bortuzzo sostiene che «il blocco più forte è a livello mentale, una lotta continua coi ricordi, non soltanto nella sfera emozionale, ma anche in quella fisica, legata proprio ai movimenti in acqua. Ho passato due anni in cui volevo nuotare, ma sentivo il peso di farlo quasi per forza. Nessuno mi aveva mai chiesto se lo volessi davvero. Sta proprio qui la differenza, adesso lo voglio io, mi piace e lo voglio fare».

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Infine, non poteva mancare un riferimento a Paltrinieri, un nuotatore italiano specializzato nello stile libero, campione del mondo in carica dei 1500 m in vasca lunga e in vasca corta, della 10 km in acque libere e degli 800 m in vasca corta: «Greg l’ho sentito su Whatsapp anche dopo l’ultima gara di qualifica a Berlino, vasca dove ha vinto medaglie e fatto record, e gli ho detto che mi sono sentito come lui. Spesso molti risultati vengono dati per scontati, ma non si sa quello che c’è dietro». Ora lavora per i nuovi obiettivi: «In realtà, sono ancora un pesciolino nel mare paralimpico: a Berlino, ero al fianco del 35enne greco Antonios Tsapatakis (2° al mondo, ndr) e sembravo un propaganda contro un professionista. Ora mi guardo attorno e rubo i segreti dei miei colleghi. L’esempio degli altri atleti paralimpici lo conservo con più piacere: ho imparato tantissimo da quelli che, finalmente posso dirlo, sono i miei nuovi compagni di Nazionale».