Mamma vegana costringe il bimbo di 18 mesi a mangiare solo frutta e verdura: è morto (1 di 2)

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Ognuno di noi mangiando esprime quello che è e ciò a cui appartiene, intendendo la libertà di alimentazione come libertà di espressione. Dunque, scegliere di essere, ad esempio, vegetariani o vegani, non è come scegliere il colore di un vestito. Capiamo bene che si tratta di una scelta complessa, che abbraccia diverse sfere, etica, sociale, giuridica. Ma cosa succede se il tipo di alimentazione viene dettato dai genitori a figli neonati?

Lungi dal volere creare dibattiti accesi, mi limito a riportare le parole del presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani riguardante l’alimentazione vegana: “L’alimentazione vegana non è indicata a dei bambini. Occorre salvaguardarli, cercando di fornire loro tutti i corretti apporti nutrizionali”.

A questa linea molto ferma e rigida, si può trovare una sorta di “compromesso”, se è lo specialista, dunque il pediatra, a suggerire ai genitori che vogliono avviare il proprio lattante alla dieta vegana di posticipare la scelta all’età scolare, pianificando al meglio l’alimentazione.

Quindi, sempre stilando con lo specialista un piano alimentare per evitare di incorrere rischi per la salute anche notevoli, verranno così stabili i supplementi in vitamina B12, acido folico, ferro, acidi grassi omega 3 e 6 , vitamina D, calcio etc.

I rischi del fai da te, specie se si tratta di neonati, sono fatali e la cronaca di riporta spesso casi che rasentano l’assurdo e che invitano alla riflessione. Perché se un adulto ha tutta la libertà di scegliere cosa mangiare e, in molti casi, viene condizionato dai trend del momento e dalla sfiducia dei prodotti alimentari presenti sugli scaffali dei supermercati, per via dei tanti noti marchi di cibi coinvolti in scandali alimentari, lo stesso discorso è logico che non possa essere fatto da un neonato.