È la firma di un assassin* che ha agito nell’ombra della quotidianità. La ricina è un’a*ma complessa: difficile da reperire legalmente, richiede competenze specifiche per essere estratta o, come sospettano gli inquirenti, una navigazione rischiosa nei mercati neri del dark web.
Il 23 dicembre, la famiglia si era riunita per una cena nel mulino di proprietà, adiacente all’abitazione. Erano presenti Antonella, Sara e Gianni. Mancava la figlia maggiore, Alice, diciannovenne, un’assenza che oggi appare come uno scudo del destino.
Gianni, l’unico sopravvissuto, aveva accusato malori, ma il suo fisico ha retto all’urto del v*leno e le indagini hanno rivelato che nel cappello della figlia sono state trovate tracce della sostanza let*le.

Per le due donne, invece, non c’è stato scampo. Sara è spirata il 27 dicembre tra le corsie del Cardarelli, seguita a breve distanza dalla madre, unite in un’ag*nia che inizialmente aveva ingannato medici e inquirenti.
Mentre la Squadra Mobile setaccia ogni centimetro della casa, ancora sotto sequestro, Pietracatella osserva con un misto di rispetto e t*rrore il ritorno alla “normalità” dei sopravvissuti. Gianni è tornato nel suo studio, Alice tra i banchi di scuola, lo stesso liceo dove la sorella Sara non entrerà più. Vivono come ombre, ospiti di parenti, chiusi in un dol*re che ora deve fare i conti con l’ipotesi più atro*e: qualcuno voleva st*rminarli.
Il sindaco Antonio Tommasone, legato a Gianni da un’antica amicizia, dà voce allo sconcerto di un intero paese: “Un om*cidio premeditato in una famiglia così perbene? Pare impossibile”. Eppure, la magistratura non può ignorare la natura scientifica del reperto. Gli investigatori scavano ora nei legami familiari, nei rapporti professionali, nelle pieghe di una vita apparentemente perfetta alla ricerca di una crepa. Si cercano dissidi nascosti, risentimenti antichi o segreti inconfessabili che possano aver *rmato la mano di chi ha introdotto il veleno nel cibo sacro della festa.
Il vero rompicapo resta il “perché”.
Tra le due sorelle non risultano liti, tra i coniugi non emergevano ombre: Nessun nem*co dichiarato, nessuna m*naccia all’orizzonte.
Eppure, la premeditazione suggerisce un piano studiato nei minimi dettagli, una mano che conosceva bene le abitudini della casa e che ha scelto la ricina per la sua capacità di mimare un malessere naturale, garantendosi il tempo per sparire.
Mentre le voci incontrollate corrono per le strade del borgo, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. L’attenzione è puntata sui dispositivi elettronici e sulle tracce digitali: se il v*leno è stato acquistato online, il k*ller potrebbe aver lasciato un’impronta invisibile quanto la sua *rma.
Pietracatella attende risposte, sospesa tra la pietà per le vitt*me e il timore che il colpevole possa essere ancora tra loro, nascosto dietro la maschera della rispettabilità.