"Ma avete notato?". Laura Pausini, pubblico scioccato durante l’inno alle Olimpiadi (2 / 2)

Quando tutto avviene sotto gli occhi dei riflettori,  è impossibile sottrarsi all’occhio attento  dei fan e degli haters, in questo caso, di Laura Pausini.

La risoluzione del mistero che ha lasciato il pubblico attonito risiede nella scelta della cantante  di proporre una versione dell’inno di Mameli completamente rivisitata, caratterizzata da arrangiamenti pop e variazioni vocali che molti hanno definito eccessive per un contesto istituzionale.

La cantante ha voluto imprimere il proprio marchio stilistico su un brano che, per tradizione, richiede una fedeltà assoluta alla partitura originale Sui social media, in particolare su X e Instagram, i commenti sono stati implacabili. Molti utenti hanno parlato di un’interpretazione fredda e poco sentita, come chi ha scritto: “Per nulla coinvolgente, moooolto meglio la voce di Arisa… sembra na pesciarola”. Altri hanno sottolineato come l’inno non possa essere trattato come un brano qualunque: “L’inno ha una sua storia e un suo significato, non è una canzoncina”.

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C’è poi chi è andato oltre, parlando apertamente di fallimento: “La Pausini ha devastato l’Inno. Una cosa raccapricciante. mannaggia a chi l’ha scelta!”, oppure chi ha liquidato la performance senza mezzi termini: “Onestamente parlando, questa versione fa schifo. Ma è una mia opinione quindi non saltatemi al collo e comunque sempre meglio di Ghali”. Nonostante il dissenso di una parte della platea, l’entourage dell’artista ha difeso la performance come un atto di libertà creativa, volto a modernizzare l’immagine dell’Italia davanti a una platea internazionale. Tuttavia, il contrasto con la sobrietà richiesta dal protocollo delle Olimpiadi ha creato una frattura evidente, rendendo la sua partecipazione il tema più discusso della serata inaugurale

.Mentre le autorità presenti e gli organizzatori cercavano di mantenere un aplomb istituzionale, la discussione si è spostata rapidamente sulle conseguenze d’immagine per l’evento. La scelta della Pausini ha oscurato per diversi minuti la magnificenza della cerimonia, catalizzando l’attenzione su una polemica che ha diviso i critici musicali e i telespettatori tra innovatori e puristi.In definitiva, l’episodio ha segnato l’apertura dei Giochi con un segno indelebile, dimostrando quanto sia sottile il confine tra omaggio artistico e violazione del sentimento comune quando si tocca la corda dell’identità nazionale in un’occasione così prestigiosa.