
Il velo di incertezza si è squarciato quando sono emersi i dettagli di una situazione definita gravissima, che ha colpito l’ambiente azzurro proprio nel momento cruciale delle Olimpiadi.
Alex Vinatzer, dopo una prestazione che non ha rispecchiato le aspettative, ha rivelato il peso insostenibile che portava nel cuore: la scomparsa della sua amata nonna, avvenuta proprio alla vigilia della gara.L’atleta ha confessato di aver gareggiato in condizioni psicologiche estremamente precarie, dichiarando che il lutto familiare ha inevitabilmente svuotato le sue energie mentali, rendendo impossibile la concentrazione necessaria per affrontare il ghiaccio olimpico.
Nonostante la delusione sportiva per un risultato lontano dai suoi standard, il dramma personale ha preso il sopravvento, raccogliendo l’immediata solidarietà dei compagni e dei vertici della FISI.In questo clima di ore nere per lo sci italiano, la notizia ha fatto il giro del villaggio olimpico, trasformando la rabbia per una medaglia mancata in un abbraccio collettivo verso il giovane sciatore.

Le autorità sportive e lo staff tecnico si sono stretti attorno a Vinatzer, riconoscendo il coraggio di essere sceso in pista nonostante il tragico evento che lo aveva colpito poche ore prima del via.
Il sogno di un podio si è dunque infranto contro una realtà umana troppo dura da ignorare, lasciando il posto a una riflessione sul valore del tempo e degli affetti che restano, anche quando i riflettori delle competizioni internazionali si spengono. Per l’Italia dello sci, questa rimane una giornata segnata non dai cronometri, ma dal rispetto per un momento difficile che ha unito tifosi e atleti in un unico, sincero cordoglio.