
Con la sua voce e la sua presenza scenica, è stato il volto simbolo della band, contribuendo a scrivere alcune delle pagine più significative del pop italiano degli anni Settanta. Il momento di massima consacrazione arrivò nel 1977, quando gli Homo Sapiens trionfarono al Festival di Sanremo con il brano Bella da morire.
Fu un successo storico: la band divenne il primo gruppo musicale a vincere sul prestigioso palco del Teatro Ariston, aprendo la strada alle formazioni che negli anni successivi avrebbero conquistato la kermesse ligure. “Bella da morire” divenne immediatamente un classico, entrando nell’immaginario collettivo di più generazioni.
Si è spento all’età di 80 anni Marzio Mazzanti, fondatore, cantante e bassista degli Homo Sapiens, storico gruppo pisano che ha lasciato un segno profondo nella musica leggera italiana. I funerali di Mazzanti si sono svolti oggi, martedì 17 febbraio, nella chiesa di Regina Pacis a Fornacette, frazione del comune di Calcinaia, in provincia di Pisa. Un ultimo saluto carico di commozione, con la partecipazione di familiari, amici e tanti fan che hanno voluto rendere omaggio a un artista che ha rappresentato un pezzo importante della storia musicale toscana e nazionale.

La formazione degli Homo Sapiens, nata nei primi anni Settanta, comprendeva oltre a Mazzanti anche Claudio Lumetta, Maurizio Nuti e Robustiano Pellegrini. Prima di adottare il nome definitivo, il gruppo si faceva chiamare I Tarli. I primi successi arrivarono con “Un’estate fa” nel 1972 e soprattutto con Tornerai tornerò nel 1975, brano interpretato in sei lingue e capace di vendere milioni di copie in tutto il mondo, consolidando la loro fama anche oltre i confini italiani.
Scioltisi nel 1982, gli Homo Sapiens si sono successivamente riformati, continuando a incidere e a esibirsi dal vivo. La band aveva celebrato anche i 40 anni dalla storica vittoria a Sanremo, dimostrando un legame mai spezzato con il pubblico. Con la scomparsa di Marzio Mazzanti se ne va una voce autentica della musica italiana, ma resta un repertorio che continua a raccontare un’epoca e a emozionare.