
La notizia ha trovato conferma ufficiale intorno alle ore 20:30: Umberto Bossi si è spento all’età di 84 anni. Il fondatore della Lega Nord è deceduto all’ospedale di Circolo di Varese, la città che lo aveva visto nascere politicamente e che ieri è diventata lo scenario del suo ultimo addio.
Ricoverato d’urgenza mercoledì in terapia intensiva, il “Senatùr” ha affrontato un rapido peggioramento delle sue condizioni, già segnate da una lunga e difficile convivenza con le conseguenze di un ictus subito oltre vent’anni fa. Nonostante la fibra resistente, l’uomo che aveva inventato la Padania non è riuscito a superare quest’ultima crisi clinica.Immediato è scattato il cordoglio delle istituzioni e dei compagni di una vita.
Il figlio Renzo ha ricordato la coerenza del padre verso i propri ideali, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha annullato ogni impegno istituzionale per rendere omaggio all’uomo che, come dichiarato, gli ha cambiato la vita.

Anche dal Quirinale è giunto il messaggio del Presidente Sergio Mattarella, che ha definito Bossi un leader appassionato e un protagonista della storia repubblicana. Anche il mondo di Forza Italia, attraverso le parole di Antonio Tajani, ha pianto la scomparsa dello storico alleato di Silvio Berlusconi.
Con la sua scomparsa svanisce l’ultimo grande interprete di una politica fatta di gesti di rottura e simboli potenti. Resta l’eredità di un movimento che ha trasformato l’assetto del Paese, lasciando un vuoto che i sostenitori del Carroccio definiscono, con commozione, la fine di un’epoca irripetibile. “Non mi sento bene, ho forti fastidi” – pare avesse detto in una sua ultima telefonata poco prima del malore fatale.