"Lo abbiamo fatto per i soldi". Il racconto da brividi della 15enne (2 / 2)

Sono passati ormai diversi anni dal caso delle baby squillo romane, ragazzine di appena 15 anni che si prostituivano per pochi soldi. Uno scandalo di grandi proporzioni che ha messo alla sbarra diversi personaggi oscuri della Capitale, uomini in carriera e professionisti, persone, insomma, come al solito insospettabili.

Queste ragazze si sono fatte abbindolare da uomini spregiudicati, che le hanno convinte a concedere i propri corpi in cambio di denaro. Cifre irrinunciabili per delle ragazze così giovani, che non avevano la minima contezza della gravità degli atti che stavano commettendo.

Oggi sono passati tanti anni da quei giorni drammatici e queste due ragazze sono ormai maggiorenni, ma la ferita di quel brutto periodo è ancora sanguinante. I fatti risalgono all’estate del 2016, quando queste ragazzine avevano solo 15 anni e furono avvicinate da personaggi loschi della capitale. “L’ho fatto un po’ per soldi, un po’ come sfida. Avevo solo 15 anni, ero ingenua“- ammette Malilù (nome di fantasia), raccontando quel triste periodo.

Lei e la sua amica Rossella furono convinte da Stefano Grimaldi, ex militare con l’hobby delle foto, e dal fotografo romano Massimiliano B., a vendere il proprio corpo e girare video hot in cambio di denaro.

Le due ragazze sarebbero state convinte a compiere atti sessuali tra loro. “Avevo appena 15 anni, l’ho fatto per guadagnare qualche soldo, ma poi con il tempo mi sono schifata di quello che mi avevano convinta a fare“- racconta Rossella, ricordando con le lacrime agli occhi quei brutti momenti.

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Marilù, oggi 22enne, spiega cosa la spinse a prostituirsi: “Vedevo che la mia amica aveva sempre la disponibilità di tanti soldi. Magari erano cento euro, ma visti con gli occhi di una quindicenne mi sembravano tanti. Più che per fare esperienza, l’ho fatto per quella che all’epoca ritenevo fosse una sfida”. 

I due presunti colpevoli, devono ora fare i conti con la giustizia. Massimiliano B. è imputato per prostituzione minorile davanti alla prima sezione penale del Tribunale della Capitale, mentre Stefano Grimaldi è gia stato condannato con il rito abbreviato in primo grado a 7 anni di reclusione per prostituzione e pornografia minorile.