L’inviato Tv arriva sul luogo dell’incidente e scopre che la vittima è il figlio (1 di 2)

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C’è chi ancora sottovaluta i rischi di chi il giornalismo lo fa con estrema professionalità, occupandosi dei più pesanti casi di cronaca. Pensiamo a chi, lavorando in una redazione, riceve il compito di recarsi sul posto per documentare un incidente mortale.

Sono tanti i cronisti che, con sangue freddo, devono mettere da parte la paura alla vista dei corpi senza vita, martoriati, intrappolati tra le lamiere, resi irriconoscibili,  per comunicare ai telespettatori quanto è accaduto.

Non è un compito facile ma va fatto, per dovere deontologico. Anche se pervaso da un profondo dolore, nel vedere scene di distruzione, di orrore, di morte, chi si occupa di questo sa bene a cosa va incontro.

A volte, però, la realtà supera di gran lunga l’immaginazione, proprio come è avvenuto a giugno, quindi solo pochi mesi fa, in Brasile. La storia ha fatto il giro del mondo.

E’ diventata virale, al punto da far fatica, inizialmente, a credere che un giornalista abbia potuto vedere tutto quello cui ha assistito. Vediamo meglio cosa è avvenuto.