L’influenza australiana è arrivata in Italia, attenzione a questi sintomi (2 / 2)

Con l’arrivo dell’inverno, l’attenzione si concentra su influenza australiana e rischio di polmonite. Silvestro Scotti, presidente della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), è intervenuto ai microfoni di Quotidiano.nel per fare il punto della situazione circa la nuova stagione influenzale in arrivo.

Scotti sottolinea che i vaccini per l’influenza stanno arrivando, ma con differenze significative tra le diverse regioni e aziende. Questa variabilità crea complicazioni nella distribuzione e nella programmazione delle vaccinazioni. Le segnalazioni da varie parti d’Italia indicano che, in alcune zone, le quantità di vaccino non sono sufficienti per soddisfare le esigenze, con ritardi nelle consegne che complicano ulteriormente la situazione.

Attualmente, la popolazione deve affrontare anche numerosi virus para-influenzali, come adenovirus e rinovirus, che mimano i sintomi dell’influenza. Scotti avverte che, basandosi su quanto accaduto in Australia, quest’anno il ceppo virale dell’influenza potrebbe incontrare meno resistenza immunitaria, aumentando il numero di infetti e le complicanze rispetto allo scorso anno.

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Questo rende necessario un monitoraggio attento, specialmente per le persone vulnerabili. Particolare attenzione va riservata ai soggetti fragili, come chi ha problemi respiratori cronici o cardiovascolari, che sono a maggior rischio di polmonite. Scotti raccomanda di vaccinare prioritariamente queste categorie per ridurre i rischi legati a complicanze gravi.

Infine, in merito al trattamento dell’influenza, il presidente della Fimmg avverte contro l’uso di antibiotici, chiarendo che questi farmaci non devono essere prescritti per le infezioni virali. Propone l’adozione di strumenti diagnostici, come il prelievo di sangue capillare, per differenziare rapidamente tra infezioni virali e batteriche, come già sperimentato in alcuni paesi del Nord Europa, per un uso più responsabile degli antibiotici.