“Li abbiamo ritrovati, sono vivi”. Finalmente una bella notizia (2 di 2)

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A lanciare per primo l’allarme era stato il figlio maggiore della donna, da cui la madre di 43 anni e la sorellina di 5, si erano separate nel corso di un’escursione. Doveva essere una domenica all’insegna della spensieratezza ma si è trasformata, poco dopo, in un incubo. Quel giorno di festa, assieme ad un gruppo di amici, ha ceduto il posto alla preoccupazione e alla disperazione in quanto madre e figlia, alle 19:00, orario in cui tutti si erano dati appuntamento in un luogo preciso, non si sono presentate all’appello.

Il 16enne non ha esitato ad allertare i carabinieri di Popoli anche perché stava per arrivare il buio e dei due membri della sua famiglia, neanche l’ombra. Le ricerche delle due disperse sono scattate immediatamente. Oltre ai carabinieri, guidati dal maggiore Giovanni Savini, sono intervenuti i vigili del fuoco di Pescara e il soccorso Alpino per velocizzare le operazioni, con la speranza di riuscire a rintracciare le due disperse.

Si è tentato, in primi, di geolocalizzare il cellulare della 43enne ma invano, in quanto il dispositivo non ha mai avuto copertura di segnale. Una corsa contro il tempo, quella per ritrovarle, che ha richiesto anche l’ausilio di diverse squadre con unità cinofile per la zona dei camosci,  vicino Caramanico, proprio nel cuore dello spettacolare Parco della Maiella.

Finalmente, alle 4:30 del 19 settembre, è avvenuto un vero e proprio miracolo: madre e figlia sono state ritrovate vive tra i tortuosi e impervi sentieri di montagna della Valle dell’Orfento, in provincia di Pescara,  nel percorso che va verso l’Eremo di San Onofrio. Seppur infreddolite e terrorizzate dalle ore trascorse al buio, tra i boschi, ricondotte a valle, sono state visitate dai sanitari del 118 e dal centro medico di Caramanico.

Grazie”. Questa è stata la prima parola della mamma di Spoltore, che era in piedi a scrutare sul sentiero in mezzo al bosco scuro, mentre seduta accanto a lei c’era la bambina. “Grazie, ci siamo perse”, ha ripetuto ai suoi salvatori, che le hanno salvate all’alba. Ma cosa è accaduto? La 43enne, assieme alla figlioletta, hanno sbagliato il percorso della discesa e si sono ritrovate dalla parte opposta rispetto alla valle. Il merito del loro ritrovamento va al cane Joy, dell’unità cinofila dell’Associazione nazionale carabinieri. Ancora una volta un fedelissimo e bravissimo amico a 4 zampe è stato l’eroe.

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